TERRE ALTE
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WEEK 07-12/07/2025
ISCRIZIONI APERTE

G.V.O. GRAN VIA DELLE OROBIE 
La Gran Via delle Orobie (GVO) percorre tutto il versante valtellinese di queste splendide montagne, da Delebio all’Aprica. In 6 tappe, leggermente rivisitate secondo lo stile che piace a noi, ne percorreremo la parte centro-orientale, quella più aspra e selvaggia. Poche parole per convincervi e tanta tanta avventura da vivere! Le vallate che attraverseremo sono tra le meno frequentate e le più isolate dell’intero arco alpino, ambienti e sentieri severi, repulsivi, dove ogni passo va cercato e guadagnato e poi 4 rifugi autogestiti con le difficoltà logistiche di dover portare sulle spalle viveri e rifornimenti per tutta la durata del trekking. Però tutto questo sarà ripagato da emozioni forti, da uno scontro e incontro autentico, senza filtri, con la montagna e con paesaggi che ci riportano a tempi antichi ed a un rapporto genuino tra l’uomo e la natura.

  • RITROVO: ORE 9.00 presso parcheggio Carona - (a tutti gli iscritti verranno inviati i vari ritrovi) - contattami per altre soluzioni
  • PARTENZA ESCURSIONE: ORE 09.15
  • DISLIVELLO: Descritto nel programma giornaliero
  • DIFFICOLTA': EE - Escursionisti Esperti. Necessaria una buona preparazione fisica e tecnica. Necessaria una ottima abitudine a camminare diverse ore in montagna su terreni spesso rocciosi, franosi ed esposti e ottimo spirito di adattamento per i pernotti in bivacco.
  • ATTREZZATURA: normale dotazione da escursionismo (una lista completa verrà inviata a tutti gli iscritti)
  • PRANZO/CENE: pranzo al sacco primo giorno / rifugi e al sacco gli altri giorni
  • COSTO:  350,00 a persona
          - accompagnamento professionale 2 amm Guide Alpine Lombardia
          - organizzazione logistica, realizzazione materiale video e foto
          - assicurazione recupero
    ​
                  - transfer Schilpario Carona
  • PAGAMENTO: tramite form in fondo alla pagina
  • PERNOTTI: 4 delle 5 notti in programma saranno in rifugio autogestiti o bivacchi.
  • COSTO EXTRA: (i prezzi dei rifugi potranno subire variazioni con i nuovi listini, bevande extra)
  • - € 68,00 notte al rifugio Tagtliaferri con servizio di mezza pensione (soci cai € 57,00)
  • - divisione spesa comune per le cene e pranzi
  • - eventuali extra

DESCRIZIONE DI MASSIMA ITINERARIO:
Il programma potrà subire variazioni.
GIORNO 1:
CARONA - BIVACCO CAPRARI
DISLIVELLO: 1400 + / 500 - | 11 km

La prima mattina sarà dedicata ai rifornimenti di viveri per cinque giorni di trekking, trovare un equilibrio tra spazio nello zaino, peso e… pancia piena, sarà operazione delicata! Si parte quindi sopra l’abitato di Carona, raggiungendo la Val Sambuzza, che con I suoi laghetti e praterie alpine ci offre un antipasto di quello che ci aspetta. Arrivati al Bivacco Pedrinelli ed al Passo del Publino, si punta quindi al Pizzo Zerna, vetta imponente che già sa’ regalare paesaggi importanti. Dopo essere brevemente tornati sui propri passi, si abbandona definitivamente la civiltà e ci si avventura nel versante nord delle Orobie, scendendo al Lago del Publino ed al nostro primo ricovero per la notte. Il Rifugio Caprari non è gestito, dovremo quindi prepararci la cena e organizzarci per dormire in un  luogo spartano e con poche comodità.


GIORNO 2
BIVACCO CAPRARI - CAPANNA MAMBRETTI
DISLIVELLO: 1600mt + / 1750mt - | 18 km

Si parte per uno dei tapponi del trekking, dovremo attraversare ben tre valli ed altrettanti passi per arrivare alla meta finale.
Gande, tracce di sentiero, pascoli abbandonati ed alpeggi ormai diroccati, testimonianza della vita dura che si faceva un tempo su queste montagne, ci accompagneranno durante tutta la giornata. Dalla Valle del Livrio, tramite il Passo dello Scoltador, si perviene in Val Venina, quindi tramite il Passo di Brandà in Val d’Ambria ed infine, superando il Passo del Forcellino, si arriva in Val Vedello e Val Caronno, dove sorge la Capanna Mambretti, altro rifugio non gestito che fungerà da riparo per la notte. Durante la tappa, se non saremo troppo affaticati, avremo anche modo di parlare ed ammirare le miniere di ferro della Val Venina, interessante perla storico-culturale delle Orobie Valtellinesi.


GIORNO 3
CAPANNA MAMBRETTI - BIVACCO PESCIOLA
DISLIVELLO:  1200 mt + / 1200mt - | 13 km
 
Altro giorno, altra immersione nella natura selvaggia! La partenza è su una traccia di sentiero appena accennata che per pascoli e gande conduce al Passo Biorco, con i suoi 2.641 metri di quota il punto più alto raggiunto durante tutto il trekking.
L’accesso e la successiva discesa al e dal passo sono su terreno impegnativo, friabile ed esposto, attrezzato con catene, si arriva dunque nella splendida cornice del lago del Reguzzo e del bivacco Ottorino Donati, luoghi oltremodo isolati e decisamente poco frequentati, all’ombra del Pizzo di Rodes. Si prosegue in discesa prima ed in traverso poi, lungo un'antipatica fascia di Malòs (ontani verdi), che rende ancor più difficoltoso l’ingresso in Val d’Arigna. Questa valle è coronata dalle imponenti pareti nord dei giganti orobici (il Pizzo Coca su tutti) ed è una delle più intriganti delle Orobie Valtellinesi. Su un panoramico dosso sul suo versante orientale sorge il Rifugio Baita Pesciola, naturalmente anche questo non gestito, per cui dovremo organizzarci in autonomia per la cena ed il pernotto.


GIORNO 4
BIVACCO PESCIOLA - ALPE CARONELLA
DISLIVELLO: 1500mt + / 1600mt - | 13 km

Si riparte entrando, tramite il Passo Pesciola, nella Val Malgina, la più aspra di tutte le valli delle Orobie Valtellinesi e per cui vale la pena citare questo breve passaggio trovato in rete “…chi sale in valle trova ad attenderlo un forte senso di sospesa solitudine, alimentato dalla difficoltà degli accessi e dei percorsi su sentieri che hanno perso l'antica rassicurante chiarezza”. Arrivati nel fondovalle per sentiero ostico ed esposto, si risale, per tracce, sull’altro versante, fino a raggiungere la Baita Streppaseghel, un nome un programma! Si prosegue verso la prossima valle, la Val Bondone, anch’essa tra le più isolate ed iconiche di tutto il percorso. La continua presenza di malghe, capanni ed altre costruzioni ormai in disuso aumenta la percezione di essere sperduti in luogo fuori dal tempo. Con continui saliscendi si perviene infine in Val Caronella ed all’onomima alpe.
Qui il rifugio non custodito ci darà l’occasione per dar fondo alle riserve di cibo, in vista della prossima tappa, dove arriveremo finalmente in luoghi più civilizzati.


GIORNO 5
ALPE CARONELLA - RIFUGIO TAGLIAFERRI
DISLIVELLO: 900mt + / 450mt - | 16 km


L’inizio della tappa è caratterrizzato da numerosi salsiscendi, che percorrendo il versante orientale della Val Caronella, conducono a Malga Dosso, spartiacque con la Val Belviso, l’ultima delle valli delle Orobie Valtellinesi. Qui dobbiamo procedere traversando le numerose vallette laterali che confluiscono nella vallata principale, si passa sotto le pendici del Monte Lavazza, sulle sponde del Lago Nero e si lambisce Malga Torena, fino a sbucare in vista del maestoso Lago di Belviso. Dopo giorni di isolamento, stiamo lentamende tornando in luoghi più popolati, dove la presenza umana torna ad essere percepita ed a questo punto apprezzata! Rimane quindi da risalire lungamente, per mulattiere e sentieri più battuti, tutta la Val Belviso, fino al Passo di Venano ed al sottostante Rifugio Nani Tagliaferri. E’ il Rifugio gestito (alleluia) più alto di tutte le Orobie (2.328 metri di quota) e ci darà finalmente ristoro dopo giorni di fatiche.

GIORNO 6
RIFUGIO TAGLIAFERRI - SCHILPARIO
DISLIVELLO: 400mt + / 1600mt - | 18 km

Si parte ora per l’ultima fatica! Tappa comunque assolutamente da non sottovalutare ne per difficoltà ne per bellezza.
Il primo tratto prevede infatti una cavalcata di cresta, dal Passo di Venano fino al Passo del Vò e quindi poco sotto la vetta del Monte Demignone, trasversando gli omonimi passi (occidentale ed orientale) fino al Passo del Venerocolo ed ai suoi laghetti.
Qui il sentiero è tecnico ed esposto, alternando brevi passaggi dove è indispensabile l’uso delle mani a tratti di cresta aerea, l’ambiente però è superbo e la vista a 360 gradi. La discesa è graduale, prima per i magnifici laghetti del Venerecolo e poi, tramite antica mulattiera in pietra, che costituiva storica via di collegamento tra I due versanti orobici, verso il fondovalle. Si giunge infine al paese di Schilpario dove ha termine la nostra mitica avventura della GVO e dove un transfer ci riporterà alle auto.


​​ISCRIZIONI: Compila il form qui sotto.
-
​Ricordati di leggere con attenzione le norme di partecipazione e le condizioni di eventuali annullamenti.
Iscrivendoti accetterai le condizioni contrattuali contenute all'interno del documento NORME DI PARTECIPAZIONE.
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Se hai difficoltà nell'iscrizione scrivici a [email protected] o chiamaci al 333-7828048 Andrea
Qualche giorno prima dell'escursione verrà creato un gruppo whattsapp con le ultime informazioni tecniche e la logistica dei ritrovi.

La montagna è fatta per tutti, non solo per gli alpinisti: per coloro che desiderano riposo nella quiete come per coloro che cercano nella fatica un riposo ancora più forte. (Guido Rey)

CONTATTI:
Terre Alte S.T.P. 
​in A.S. di Frigerio Daniele e Biassoni Andrea

via Luigi Majnoni 2 | 22036 Erba | CO
[email protected] | +39 333-7828048 Andrea
P.IVA 
04060430131 | CF. 04060430131 | SDI: SZLUBAI
TIPO ATTIVITA': 931992 - ATTIVITA' DELLE GUIDE ALPINE
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Tutte le attività che implicano la vendita di pacchetti turistici e dei servizi turistici collegati sono organizzate da soggetti terzi in rispetto del Decreto Legislativo 21 maggio 2018, n. 62
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